Focus terzo settore

Riforma Terzo Settore - Organo di controllo e di revisione

09 Febbraio 2021

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha recentemente emanato le norme di comportamento inerenti gli organi (monocratici o collegiali) deputati al controllo ed alla revisione legale negli Enti del Terzo Settore.

Il Codice del Terzo Settore (artt. 30 e 31) prevede la nomina dell’organo di controllo al superamento per due anni di determinati limiti dimensionali (2 su 3 tra attivo euro 110.000, ricavi euro 220.000, dipendenti 5), mentre sono più elevati i limiti per la nomina del revisore legale (2 su 3 tra attivo euro 1.100.000, ricavi euro 2.200.000, dipendenti 12). Inoltre, l’organo di controllo è sempre obbligatorio ogniqualvolta l’ETS ha deliberato la costituzione di uno o più patrimoni destinati ad uno specifico affare e comunque sempre nelle fondazioni.

Le competenze dell'organo di controllo investono la vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento nonché sull'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. L’attività di questo organo avrà ad oggetto anche l’attestazione del bilancio sociale, ove redatto, nel rispetto delle linee guida ministeriali sul bilancio di esercizio.

L’organo di controllo, se monocratico o il presidente se collegiale, dovrà essere nominato tra i soggetti dotati di idonei requisiti professionali (art. 2397 c.c.); nel caso in cui venisse demandata l’ulteriore funzione di revisione legale dei conti ex D.lgs 39/2010, tutti i componenti dell’organo dovranno essere scelti tra soggetti iscritti nel registro dei revisori legali.

Le norme di indirizzo comportamentale emanate dal Consiglio Nazionale chiariscono come l’organo di controllo degli ETS, nonostante debba riferirsi nella sua attività alle norme proprie delle società di capitali, sostanzialmente si differenzia dal sindaco delle società soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento professionale e delle priorità di controllo, poiché diverso è l’ambito di attività in cui tale organo si trova ad operare.

L’organo di controllo degli ETS dovrà quindi focalizzarsi sulla verifica delle capacità dell’Ente di garantire il concreto perseguimento delle finalità istituzionali attraverso lo svolgimento delle attività di interesse generale, di quelle diverse e di raccolta di fondi, dove le prime devono prevalere sulle altre. Pertanto l’organo di controllo dovrà anche essere, sempre nel rispetto del proprio ruolo, di ausilio dell’ente nei processi decisionali, garantendo scelte conformi alla legge ed allo statuto, grazie alla propria specifica esperienza.

Il Consiglio Nazionale ha poi precisato in sede di interpello che l’attività del revisore negli Enti non commerciali (ENP onlus) diversi dagli ETS, alla cui nomina occorre procedere qualora i proventi superino per due anni consecutivi l'ammontare di euro 1.032.913,80, non sempre configura un’attività di revisione legale dei conti in senso proprio, dato che necessita una verifica caso per caso delle specifiche previsioni di legge o statutarie che regolamentano l’attività di mero controllo contabile. Diverso, invece, è il caso degli ETS, ove il revisore deve essere nominato al verificarsi delle condizioni espresse al primo capoverso e la relativa attività deve essere svolta al pari di un revisore di società, ovviamente con gli opportuni adattamenti legati alla diversa natura dell’Ente revisionato.

RIFORMA TERZO SETTORE – Criteri scelta iscrizione RUNTS

08 Gennaio 2021

Esposizione sintetica dei benefici e oneri di carattere fiscale e finanziario e condizioni per la loro applicazione.

Premessa                                                                                                    

Indubbiamente dalla scelta di iscriversi o meno al RUNTS discenderanno vantaggi e svantaggi su più fronti che andranno adeguatamente valutati. L’iscrizione al RUNTS imporrà maggiori oneri amministrativi e quindi economici derivanti dagli obblighi di tenuta della contabilità, dei libri contabili e sociali e di deposito dei rendiconti, oltre alla obbligatoria nomina dell’organo di controllo, sempre per le Fondazioni ed al superamento di determinate soglie per gli altri Enti. Sarà inoltre necessario aggiornare il proprio sito web al fine di inserirvi anche il bilancio sociale per gli Enti con entrate maggiori a euro 1.000.000.= a partire dal 2021 (bilancio 2020), mentre la pubblicazione dei compensi ed amministratori, organi di controllo, dirigenti ed associati, è già vigente dal 2019 (compensi 2018).

Ente commerciale e non commerciale

Il CTS (art. 79) dispone che un Ente perde la qualifica di Ente non commerciale qualora i proventi delle attività di interesse generale (ovvero con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale: art. 5, CTS), svolte con marginalità più le attività diverse, superino nel periodo di imposta i proventi derivanti dalle attività di interesse generale svolte senza marginalità; si intende per marginalità il superamento dei costi da parte dei proventi per oltre il 5%.

Quindi la marginalità diventa fattore penalizzante in quanto, se un Ente svolge attività di interesse generale con proventi superiori ai costi di oltre il 5%, lo stesso perde la qualifica di Ente non commerciale.

In caso di svolgimento di diverse attività di interesse generale saranno i proventi prevalenti a decidere lo status dell’Ente. Il mutamento della qualifica opera retroattivamente dal periodo di imposta in cui si realizza.

In assenza di modifiche legislative, l’Ente commerciale è disciplinato dal TUIR e non dal CTS, quindi soggetto alle stesse normative delle Società.

Aspetti fiscali generali

5 x 1000: ai sensi del D lgs 111/2017, art. 3, il riparto avverrà tra gli Enti iscritti con la sola eccezione della ASD riconosciute dal Coni.

Pubblica Amministrazione: pare molto probabile che gli Organi della Pubblica Amministrazione preferiranno nei loro rapporti gli ETS che garantiscano maggiore trasparenza e controlli rispetto agli ENP. Il CTS (artt.55-57) spinge le PA verso questo maggiore coinvolgimento nella stesura delle procedure di accreditamento e convenzionamento.

Legge 398/1991: possono optare per le disposizioni della legge di determinazione forfettaria del reddito tutte le Associazioni con proventi commerciali minori di euro 400 mila. Dal 2022 la determinazione forfettaria sarà preclusa alle Associazioni iscritte al RUNTS e comunque alle Associazioni sportive non dilettantistiche.

Regimi forfettari del CTS: l’ingresso al RUNTS consentirà l’accesso degli ETS associativi ai favorevoli regimi forfettari previsti dal CTS: in particolare per gli ETS non commerciali (art. 80), gli ODV e gli APS con proventi commerciali minori di euro130 mila (art. 86). Entrambi i regimi risultano più favorevoli degli attuali regimi forfettari previsti dal TUIR.

Erogazioni liberali: le erogazioni liberali tracciate concedono alle PF una detrazione del 30% (35% alle Odv) sino ad un massimale di spesa annuale di euro 30 mila, e alle PG una deduzione dal reddito sino ad un massimo del 10% dello stesso. Entrambe le agevolazioni dipendono dallo status di Ente non commerciale dichiarato dall’Ente beneficiario.

Raccolte pubbliche di fondi: gli ETS non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono inserire all’interno del bilancio un rendiconto specifico con entrate e uscite relative a ciascun evento. 

RIFORMA TERZO SETTORE – Criteri scelta iscrizione RUNTS

18 Dicembre 2020

Sono trattate in questa sintesi le tipologie di Enti che possono o che non possono iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), istituito con D.M., 15 settembre 2020, n. 106, nonché i relativi benefici e oneri di carattere civilistico e finanziario; una successiva informativa tratterà invece i benefici e oneri di carattere fiscale.

Tipologie di Enti – Associazioni

Possono diventare ETS le seguenti tipologie associative: culturali ed artistiche – gestione attività turistiche e ricreative – tutela dei diritti – sviluppo economico e coesione sociale – settore della sanità – istruzione, formazione professionale e ricerca – assistenza sociale e protezione civile – tutela ambientale – pro loco (solo APS - Associazioni Promozione Sociale) – associazioni o bande musicali – associazioni sportive dilettantistiche – associazioni religiose (non per esercizio di culto).

Non possono diventare ETS le seguenti tipologie associative: amministrazioni pubbliche – formazioni e associazioni politiche – sindacati – associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche, associazioni di datori di lavoro ed altri enti controllati da quest’ultime - circoli privati (quali Rotary o Lions).

Tipologie di Enti – Fondazioni

Possono diventare ETS le seguenti tipologie di fondazioni: enti aventi requisiti strutturali e funzionali conformi al CTS (Codice del Terzo Settore) – fondazioni di partecipazione – enti filantropici – imprese sociali.

Non possono diventare ETS le seguenti tipologie di fondazioni: fondazioni bancarie – enti costituiti da enti pubblici (ordini professionali) – enti sottoposti al controllo di associazioni e fondazioni non ammesse – enti disciplinati da leggi speciali (enti lirici e universitari).

Benefici civilistici e finanziari

Diversi articoli del CTS regolamentano i seguenti benefici variabili per gli ETS: partecipazione agli istituti della co-programmazione, co-progettazione e accreditamento – convenzioni per svolgimento di attività o servizi sociali (solo ODV – Organizzazioni di Volontariato – e APS) – affidamento in convenzione di servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza (solo ODV) – fruizione servizi del CSV (Centro Servizi Volontariato) – accesso al credito agevolato (solo ODV e APS) – privilegio sui crediti per svolgimento di attività di interesse generale (solo ODV e APS) – concessione in comodato di beni pubblici (no imprese sociali) – accesso ai contributi del fondo finanziamento per attività d’interesse generale (ODV e APS e Fondazioni) – accesso ad altre risorse finanziarie pubbliche (solo ODV e APS) – accesso al contributo per acquisto autoambulanze (ODV e Fondazioni) – emissione titoli di solidarietà – 5 x 1000 (escluse le imprese sociali costituite in forma di società).

Oneri civilistici e finanziari

Diversi articoli del CTS regolamentano i seguenti oneri variabili per gli ETS: statuto aggiornato adeguato al CTS – tenuta dei libri sociali – tenuta della contabilità e redazione del bilancio e relativi adempimenti inerenti – rendiconti separati per raccolte di fondi – pubblicità degli emolumenti agli organi sociali e associati – organo di controllo sull’amministrazione – organo di revisione – controllo triennale RUNTS – aggiornamento dei dati RUNTS.

RIFORMA TERZO SETTORE – Funzionamento del RUNTS

26 Novembre 2020

Il Decreto Ministeriale 106/2020, oltre alla istituzione del Registro Unico del Terzo Settore, prescrive i documenti e le procedure per l’iscrizione e la cancellazione degli Enti, nonché le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro.

Effetti dell’iscrizione nel RUNTS – Il D.M. 15 settembre 2020, n. 106, disciplina il procedimento d’iscrizione al RUNTS, che dovrebbe essere operativo da aprile 2021(ndr: nuovo termine per adeguamento semplificato degli statuti APS-ODV-ONLUS), valido anche per gli Enti senza personalità giuridica che non intendano conseguirla. Con l’istituzione del Registro unico, gli Enti che non siano ancora dotati di personalità giuridica o quelli neocostituiti che vorranno acquisirla, lo potranno fare al momento dell’iscrizione al RUNTS affidando tutti i controlli al notaio che,  dopo aver ricevuto l’atto costitutivo o di modifica statutaria, verificherà la sussistenza dei requisiti previsti dal Codice del Terzo settore ivi compreso il patrimonio minimo.

Per gli Enti già dotati di personalità giuridica ex d.P.R. n. 361/2000 e che intendano accedere al RUNTS, l’iscrizione nei registri attualmente vigenti (Prefettura o Regione) resta sospesa e destinata a riprendere efficacia qualora l’ente dovesse essere cancellato dal Registro.

L’iscrizione consente l’acquisizione della qualifica di Ente del Terzo Settore, il riconoscimento della personalità giuridica (in modo che soltanto l'Ente con il suo patrimonio risponda delle obbligazioni sociali, e non gli associati con i patrimoni personali), accesso alle agevolazioni fiscali nonché trasparenza e visibilità nei confronti dei Terzi interessati ad effettuare donazioni. Anche gli specifici benefici previsti per APS, ODV, Enti filantropici, Società di mutuo soccorso, Rete associativa e Rete associativa nazionale sono collegati all’iscrizione in ciascuna delle apposite sezioni del RUNTS.

Le domande di iscrizione al RUNTS dovranno contenere una serie di informazioni, tra cui merita anticipare: l’indicazione della sezione del RUNTS cui si intende confluire; le attività di interesse generale effettivamente esercitate, da individuarsi tra quelle di cui all’articolo 5 del Codice; la previsione statutaria dell’esercizio di eventuali attività diverse ai sensi dell’articolo 6 del Codice; il soggetto o i soggetti cui l’Ente eventualmente aderisce; le generalità del rappresentante legale e degli altri titolari delle cariche sociali statutariamente previste, con indicazione dei relativi poteri e delle eventuali limitazioni. Nel caso di istituzione degli Organi di controllo e/o di revisione, all’istanza sono allegate le dichiarazioni di accettazione, di assenza di cause di ineleggibilità e di decadenza e di possesso dei requisiti professionali previsti dal Codice, l’eventuale iscrizione al Registro imprese, l’eventuale dichiarazione di accreditamento ai fini dell’accesso al contributo del 5 per mille e la dichiarazione di presunzione di commercialità o non commercialità dell’Ente. La domanda deve essere corredata dall’atto costitutivo, dallo statuto registrato presso l’Agenzia delle entrate e, per gli Enti già operanti, l’ultimo o gli ultimi due bilanci insieme con le copie dei verbali (assembleari o consigliari) di approvazione.

Insussistenza delle condizioni – Un aspetto rilevante disciplinato dal D.M. è quello dell’iscrizione nel RUNTS degli Enti in relazione ai quali il notaio rogante non abbia ritenuto sussistenti le condizioni previste dalla legge. Nel caso in cui il notaio, che ha ricevuto l'atto costitutivo o la pubblicazione del testamento, o il verbale dell’organo competente, abbia comunicato ai fondatori o agli amministratori la mancata sussistenza delle condizioni previste dalla legge, comprese quelle relative al patrimonio minimo, costoro e ciascun associato possono, nei 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, richiedere all'Ufficio del RUNTS territorialmente competente l'iscrizione, adempiendo alle condizioni mancanti. L'Ufficio, entro 60 giorni, può richiedere di rettificare o integrare la documentazione e l'istanza o comunicare i motivi ostativi all'iscrizione. Qualora l'ufficio non abbia emanato il provvedimento di iscrizione entro i 60 giorni, la stessa s’intende negata. Se l’atto costitutivo e lo statuto dell’Ente, allegati alla domanda sono redatti in conformità al modello standard, il termine di 60 giorni è ridotto a 30.

RIFORMA TERZO SETTORE – NASCE IL REGISTRO UNICO (RUNTS)

09 Ottobre 2020

Dopo tre anni, si dà finalmente attuazione al Registro Unico del Terzo Settore. Il 7 ottobre è stato infatti pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il D.M. 5 settembre 2020 n. 106 attuativo del Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), previsto dall’art. 53, co.1, del codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017).

Entro 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, le Regioni e le Province autonome disciplineranno i procedimenti per l'emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione degli Enti del Terzo settore. Con l’attivazione del Registro, gli Enti di nuova istituzione potranno ottenere il riconoscimento giuridico, ora soggetto al complicato vaglio di Regioni/Prefetture, contestualmente all’iscrizione allo stesso, essendo attribuiti tutti i controlli al notaio che riceverà l’atto costitutivo o di modifica dello statuto. Il notaio dovrà infatti verificare la sussistenza di tutte le condizioni richieste per assumere la qualifica di ETS (svolgimento delle attività di interesse generale, divieto di distribuzioni di utili, ecc.) nonché il patrimonio minimo richiesto per il riconoscimento (15.000 euro per le Associazioni e 30.000 euro per le Fondazioni). Gli Enti esistenti che invece hanno già ottenuto il riconoscimento giuridico potranno confluire dal Registro delle Persone Giuridiche ex DPR 361/2000 al RUNTS. In particolare, gli attuali registri delle Organizzazioni di volontariato (ODV) e di promozione sociale (APS) in automatico, mentre per le ONLUS su istanza, confluiranno nel RUNTS, che sarà gestito su base territoriale da ciascuna Regione e Provincia autonoma, e conterrà le sezioni: ODV, APS, Enti filantropici, Imprese Sociali comprese le cooperative sociali, Reti Associative, Società di Mutuo Soccorso, altri ETS. L’iscrizione al RUNTS non è obbligatoria; è quindi opportuno soppesarne costi e benefici.  

I principali costi sono quelli: a) per l’adeguamento dello statuto alle norme del codice del Terzo Settore o a quelle dell’Impresa Sociale; b) per la redazione e deposito del bilancio annuale; c) per la redazione dell’atto costitutivo e statuto con la forma di scrittura privata registrata (per Associazioni) o dell’atto pubblico (per Fondazioni).

Tra i benefici sono annoverabili : a) il su citato iter semplificato per il riconoscimento giuridico, affinché si confermi che delle obbligazioni dell’Ente risponda soltanto l'ente stesso con il suo patrimonio, e non gli aderenti con i loro patrimoni personali; b) le agevolazioni fiscali, tra cui: il mantenimento dell’iscrizione agli elenchi del 5 x 1000 - l’esclusione dal reddito imponibile degli ETS non commerciali dei fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali e dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche – il regime  forfettario per gli Enti commerciali minimi; c) trasparenza e visibilità nei confronti dei Terzi interessati ad effettuare donazioni.

Per l’iscrizione al RUNTS gli Enti, oltre a dotarsi di indirizzo PEC, dovranno adeguare gli statuti alle disposizioni del Codice, tenendo conto che ONLUS, ODV e APS potranno assumere la necessaria delibera con le modalità e le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria entro il 31 ottobre 2020; successivamente, occorrerà deliberare in sede straordinaria, sempre necessaria per Enti riconosciuti.

Si rimanda a successive informative ogni approfondimento del caso.

RIFORMA TERZO SETTORE - MISURE DOPO IL DECRETO RILANCIO

04 Giugno 2020

Il D.L. 19 maggio 2020, n. 34, contiene una serie di misure che, per quanto non possano essere propriamente definite di “rilancio” per il Paese, sono di interesse, diretto o indiretto, per gli enti del terzo settore. Nella tabella allegata si offre una sintesi delle disposizioni di maggior interesse per il settore, in particolare in relazione alle attività no profit, anche se continuano a mancare specifiche disposizioni finanziarie per agevolare gli enti nell’accesso al credito e alla liquidità.

RIFORMA TERZO SETTORE - CORONAVIRUS

04 Maggio 2020

I NUOVI SCHEMI DI BILANCIO PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Sono stati pubblicati i nuovi schemi di bilancio, validi dal 2021, per gli enti del Terzo settore. Previsto il solo rendiconto di cassa in caso di introiti fino a 220.000 euro.

In ottemperanza alle disposizioni del codice del Terzo settore, con il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 5 marzo 2020, pubblicato in GU n. 102 del 18 aprile 2020 (preleva qui), è stata adottata la modulistica per la redazione del bilancio degli enti del Terzo settore a valere dai bilanci 2021. I modelli allegati al Decreto, stato patrimoniale (A), rendiconto gestionale (B), relazione di missione (C) e rendiconto di cassa (D) devono essere considerati come schemi «fissi», ma che gli enti possono modificare, al fine di favorire la chiarezza del bilancio, anche in ragione della struttura organizzativa e tenendo conto dell’attività svolta, suddividendo o raggruppando o eliminando ulteriormente le voci, a condizione di darne esplicitazione nella relazione di missione. Da una prima lettura si riscontra che i modelli approvati sono sostanzialmente aderenti a quelli già utilizzati dal nostro studio.

Gli enti che esercitano in via esclusiva o principale attività in forma di impresa commerciale devono seguire e adottare gli schemi classici obbligatori per le società di capitali.

Gli enti non organizzati in forma di impresa con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominati e conseguiti, non inferiori a 220.000 euro, sono obbligati a presentare il bilancio di esercizio formato da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione e redigerlo applicando il principio di competenza economica, mentre gli enti con ricavi, rendite, proventi o entrate sotto la su citata soglia possono limitarsi a presentare un rendiconto per cassa, che si ritiene però inidoneo ad una esauriente rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica degli enti.

Il rendiconto di gestione si divide in distinte sezioni dedicate ai componenti negativi (costi e oneri) e positivi (ricavi, rendite e proventi) derivanti dalle attività di interesse generale, dalle attività diverse, dalla raccolta fondi, dalle attività finanziarie e patrimoniali e di supporto generale.

La relazione di missione deve illustrare le poste di bilancio, l'andamento economico e finanziario dell'ente, le modalità di perseguimento delle finalità statutarie, il regime fiscale applicato, l’attività di raccolta dei fondi e la natura di quelli ricevuti, nonché fornire i dati degli associati, informare sulla loro partecipazione alla vita sociale, indicare i costi figurativi relativi all’impiego di volontari.

Il rendiconto per cassa deve indicare separatamente le entrate e le uscite relative rispettivamente a investimenti/disinvestimenti e prestiti/rimborsi, anche ai fini dell’evidenziazione del loro effetto sull’avanzo/disavanzo complessivo.

Gli enti che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono inserire all'interno del bilancio un rendiconto specifico dal quale risultino, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

La relazione del revisore legale dei conti è espressione di un giudizio sul bilancio e di un giudizio di coerenza con il bilancio della parte della relazione di missione che illustra l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie, nonché di un giudizio di conformità della medesima parte della relazione di missione con le norme di legge.

RIFORMA TERZO SETTORE - CORONAVIRUS

01 Maggio 2020

LE NOVITA' PER IL NON PROFIT DALLA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO CURA ITALIA

E’ stato convertito in legge il decreto Cura Italia di cui si analizzano le novità per il non profit anche in relazione a quanto previsto dal decreto Liquidità che non ha però contemplato misure per sostenere un settore le cui risorse finanziarie ed umane sono messe a dura prova.

E’ stato convertito in legge 24 aprile 2020, n. 27, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 aprile, il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. decreto Cura Italia). Contestualmente si sintetizzano alcune disposizioni introdotte dal decreto Liquidità.

Norme di interesse per tutti gli enti non commerciali

La proroga al 31 ottobre 2020 del termine per l’approvazione del bilancio 2019 viene estesa a tutti gli Enti non commerciali (quindi anche alle associazioni sportive e culturali, inizialmente escluse) con facoltà di tenere le inerenti riunioni dell’assemblea o del consiglio mediante mezzi telematici o mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto

Entro lo stesso termine Onlus, Odv e Aps possono svolgere le attività correlate ai fondi del 5 x 1000 per l’anno 2017 e la rendicontazione di eventuali progetti assegnati sulla base di leggi nazionali e regionali. Inoltre possono redigere l’apposito rendiconto per il 2020 entro 18 anziché 12 mesi dal ricevimento delle somme.

Norme di interesse per il settore sportivo

Per tutti gli spettacoli sportivi annullati è possibile restituire, in luogo di una quota dell’abbonamento, un voucher da riutilizzare entro un anno ed è confermata la proroga al 30 giugno 2020 per i canoni di locazione e concessione di impianti sportivi.

Per le federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori, la sospensione dei versamenti fiscali comprende anche l’iva in scadenza fino al 31 maggio, con possibilità di effettuare il pagamento entro il prossimo 30 giugno, anche con dilazione fino a 5 rate mensili di pari importo. Nella tabella allegata si sintetizza il quadro delle sospensioni dei versamenti fiscali e previdenziali per gli enti non profit.

Non viene incrementata la disponibilità (insufficiente) del fondo di 50milioni di euro per l’indennità di 600 euro ai titolari di rapporti di collaborazione con società e associazioni sportive dilettantistiche, con la conferma della preferenza, in sede di assegnazione dei fondi, ai soggetti che avevano percepito, nel 2019, un corrispettivo inferiore ai diecimila euro.

Il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (decreto Liquidità) ha previsto l’ampliamento, fino alla fine del 2020, dell’operatività del Fondo di garanzia per l’impiantistica sportiva, amministrato in gestione separata dall’Istituto per il Credito Sportivo, includendo anche i finanziamenti per le esigenze di liquidità, attualmente esclusi, delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. A tali fini, è costituito un apposito comparto del predetto Fondo con una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2020.

Enti religiosi

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti sono inclusi tra i soggetti destinatari delle erogazioni liberali “Covid-19”.

Organizzazioni per aiuti umanitari

La “verifica delle capacità e dell’efficacia” delle organizzazioni per gli aiuti umanitari (art. 26, L. 125/2014) viene effettuata su base triennale, in sostituzione del termine biennale.

Riforma Terzo Settore – Coronavirus

31 Marzo 2020

EFFETTI PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE DEI PROVVEDIMENTI PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA COVID-19

La cancellazione di eventi e manifestazioni, che costituivano importanti occasioni di fund raising, e le restrizioni alle attività degli enti e alla possibilità di continuare a svolgere attività di volontariato, sono circostanze che incidono sulla realizzazione degli scopi sociali degli enti e sulla loro capacità di sostentamento finanziario. I primi provvedimenti adottati dal Governo paiono poco incisivi e non tengono conto delle specificità del settore.

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18, da convertire in legge entro sessanta giorni, contiene numerose norme che riguardano, direttamente o indirettamente, gli Enti del terzo settore. Di seguito vengono sintetizzate le principali disposizioni.

Cassa integrazione

L’articolo 22 concede ai datori di lavoro, anche agli Enti del terzo settore, il ricorso alla cassa integrazione in deroga per il personale dipendente, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane con scadenza 31 agosto. La prestazione è disposta previa sottoscrizione di un accordo quadro di Regioni e Province autonome coi sindacati (non richiesto per gli enti fino a 5 dipendenti).

 Proroghe di termini

L’articolo 35 dispone la proroga al 31 ottobre:

- del termine del 30 giugno, entro il quale le Onlus, le Associazioni di promozione sociale (APS), le Organizzazioni di volontariato (ODV) nonché le Imprese e le Cooperative sociali possono deliberare le modifiche statutarie obbligatorie richieste dalla riforma del terzo settore con semplice assemblea ordinaria (mentre occorre l’assemblea straordinaria per modifiche statutarie sostanziali e per Enti riconosciuti);

- del termine per l’approvazione da parte dell’assemblea del rendiconto dell’esercizio 2019.

L’articolo 73 consente agli Enti in genere fino al 31 luglio di riunirsi in videoconferenza anche se i propri statuti non lo prevedono.

Sospensione di termini per versamenti

L’articolo 61 prevede che siano sospesi i termini in scadenza fino al 30 aprile (iva fino al 31 marzo) delle ritenute alla fonte, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dei seguenti soggetti: enti gestori di teatri, sale da concerto e cinematografiche comprese attività di biglietteria e di supporto; enti gestori di corsi, fiere ed eventi artistico culturale ludico sportivo e religioso; enti gestori di musei, biblioteche, monumenti, orti e giardini; enti gestori di asili nido, servizi di assistenza disabili e anziani, servizi educativi e scuole per infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado. I versamenti sospesi potranno essere effettuati in unica soluzione entro il 31 maggio, o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio. Non è previsto il rimborso di quanto già versato.

Sono inoltre rinviati al 30 giugno tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e dalle CU.

Erogazioni liberali

L’articolo 66 prevede che, in relazione alle erogazioni liberali in denaro o in natura, effettuate in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, degli enti o istituzioni pubbliche e delle fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, spetta:

- alle persone fisiche e agli enti non commerciali, una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro;

- ai soggetti titolari di reddito d’impresa, l’integrale deduzione dal reddito d’impresa anche ai fini irap.

Sospensione temporanea dell’incompatibilità tra status di lavoratore e di volontario

Il D.L. 9 marzo 2020, n. 14, ha sospeso fino al 31 luglio 2020 l’applicazione dell’art.17, co.5 del Codice del terzo settore, il quale vieta a una stessa persona di svolgere attività di volontariato e di intrattenere anche rapporti di lavoro (subordinato o autonomo) con lo stesso ente. Di conseguenza, è ad esempio consentito contrattualizzare un medico volontario in una associazione di volontariato o ad un medico dipendente dell’associazione di svolgere anche attività di volontariato nella propria associazione.

 

Riforma Terzo Settore – Operazioni straordinarie

11 Febbraio 2020

Il Codice del Terzo Settore disciplina le operazioni straordinarie di trasformazione, fusione e scissione tra Associazioni riconosciute o non riconosciute e Fondazioni. Si tratta in particolare delle trasformazioni.

Il percorso evolutivo delle Organizzazioni non profit è caratterizzato, tra l’altro, dalla possibilità che le stesse, a determinate condizioni, possano trasformarsi in Società (cd. trasformazioni eterogenee ai sensi degli artt. 2500-septies e 2500-octies cod. civ.). In epoca recente, si è cominciato a dibattere anche in ordine alla possibilità / legittimità delle operazioni straordinarie (trasformazioni, fusioni, scissioni) tra gli Enti non lucrativi, tra cui, ad esempio, le trasformazioni di Associazioni che intendono assumere la veste giuridica di Fondazioni (anche di partecipazione).

L’art. 48 del Codice del Terzo settore (D. lgs. 117/2017) ha inserito, dopo l'articolo 42 del Codice Civile, l’articolo 42-bis, recante “Trasformazione, fusione e scissione”, il quale dispone che, se non è espressamente escluso dall'atto costitutivo o dallo statuto, le Associazioni riconosciute e non riconosciute e le Fondazioni possono operare reciproche trasformazioni, fusioni o scissioni. La trasformazione produce mutamento della natura giuridica dell’Ente e della sua disciplina ma sono conservati e quindi proseguiti i rapporti giuridici sostanziali e processuali in corso.

Le Imprese Sociali devono applicare, per espresso richiamo dell’art. 40 del CTS, l’art. 12 del D.lgs 112/2017 che dispone che la trasformazione delle Imprese Sociali, salvo quanto disposto dal codice civile per le Cooperative sociali, deve essere realizzata mantenendo l’assenza dello scopo di lucro, i vincoli di destinazione del patrimonio ed il perseguimento delle attività e finalità di interesse generale.

Rimangono, invece, escluse le trasformazioni eterogenee degli Enti non profit in Società.

Gli atti relativi alle trasformazioni, fusioni e scissioni, per i quali il libro V prevede l'iscrizione nel Registro delle Imprese, sono iscritti, nel caso di Enti del Terzo settore, nel Registro Unico Nazionale del Terzo settore. Qualsiasi operazione straordinaria che comporti l’uscita dal registro deve essere sottoposta al vaglio dell’ufficio competente (art. 50 CTS).

Per ciò che concerne le disposizioni in materia di imposte indirette e tributi locali, è confermata l’esclusione delle operazioni straordinarie dal campo di applicazione Iva in base all’articolo 2, co.3, lett. f), del D.P.R. n. 633/1972. L’articolo 82, co. 3, CTS prevede che agli atti costitutivi e alle modifiche statutarie, comprese le operazioni di fusione, scissione o trasformazione poste in essere da Enti del terzo settore (comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società), le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa (Tariffa, art.4, D.P.R. 131/1986); solo in caso di adeguamenti dello statuto a modifiche o integrazioni normative, gli atti sono esenti dall'imposta di registro

Per le imposte dirette è opportuno focalizzare l’attenzione sulle ipotesi che prevedono la neutralità fiscale, in quanto bisogna verificare se i beni sono usciti dal regime d’impresa per confluire nel regime delle attività istituzionali o viceversa (art. 170 TUIR). In pratica, qualora i beni, dopo l’esecuzione delle citate operazioni straordinarie, rimangano nell’ambito della sfera istituzionale o commerciale, permane la neutralità fiscale. In caso contrario, ossia di passaggio dei beni da una sfera all’altra l’operazione diventa rilevante fiscalmente, con applicazione degli artt. 57, 58 e 86 del TUIR da sfera commerciale a istituzionale e dell’art. 65 c.3bis del TUIR da sfera istituzionale a commerciale.