Covid-19 Alert

31 Marzo 2020

INFO FLASH N. 14

DECRETO CURA ITALIA: PARTONO LE RICHIESTE PER USUFRUIRE DELLE MISURE DI SOSTEGNO

Indennità di 600 euro per professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, commercianti e agenti

Sono arrivati i chiarimenti del Mef (risposte alle FAQ) e le istruzioni dell’Inps (messaggio 26.3.2020, n. 1381 e circ. 30.3.2020, n. 49) sui beneficiari e i meccanismi applicativi dell’indennità non tassata di 600 euro prevista dal D.L. 18/20, artt. 27, 28, 29, 30 e 38 per il mese di marzo, a favore dei seguenti soggetti:

  • liberi professionisti titolari di partita iva (compresi i partecipanti agli studi professionali e alle società semplici con attività di lavoro autonomo) e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, rispettivamente con partita iva e rapporto di lavoro attivi alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (fatta esclusione per la gestione separata e l’Enasarco), quindi imprenditori individuali (artigiani, commercianti, agenti di commercio, coltivatori diretti) e anche soci di società di persone e capitali iscritti alla gestione commercianti;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno interrotto il lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
  • lavoratori del settore agricolo che nel 2019 abbiano svolto almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente;
  • lavoratori dello spettacolo con 30 contributi giornalieri versati nel 2019, non più di 50.000 euro di reddito e senza lavoro al 17 marzo 2020.

Per la richiesta delle prestazioni occorre accedere al sito INPS con una delle seguenti credenziali: PIN dispositivo rilasciato dall’INPS; SPID di livello 2 o superiore; Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE); Carta Nazionale dei Servizi (CNS), o, in difetto, con il nuovo PIN semplificato INPS, attivabile con i seguenti canali:

1) online:

  • accedere al sito ufficiale INPS https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/jsp/menu.jsp;
  • pulsante richiedi pin;
  • inserire il proprio codice fiscale;
  • compilare il modulo con tutti i dati richiesti (importante indicare una e-mail e un numero di cellulare ove ricevere il PIN di 8 caratteri);
  • avanti e seguire le istruzioni.

Una volta conclusa la procedura si riceve via e-mail o sms un codice composto di 8 cifre e lettere. Questo codice può già essere usato in combinazione con il proprio codice fiscale per accedere alla domanda di bonus.

2) Contact Center:

chiamare il numero verde INPS 803 164 o il numero 06 164164. L’operatore richiederà gli stessi dati (codice fiscale, dati anagrafici, e-mail e numero di telefono) per completare la procedura e inviare il codice alfanumerico di 8 cifre da usare come PIN.

Muniti delle credenziali INPS, dal 1° aprile si può accedere al sito dell’INPS, accedere a MyInps e poi a Domande per prestazioni a sostegno del reddito, da cui si potrà inviare la richiesta dell’Indennità utilizzando la voce Indennità Covid-19.

 

Indennità di 600 euro per professionisti iscritti a Casse di previdenza

È stato approvato il decreto interministeriale che destina quota parte del “Fondo per il reddito di ultima istanza” riconoscendo un’indennità non tassata di 600 euro per il mese di marzo 2020 anche a lavoratori autonomi e professionisti (non titolari di reddito da pensione), iscritti alle Casse previdenziali private, i quali, a causa dell’emergenza sanitaria, abbiano: i) chiuso la partita IVA tra il 23 febbraio e il 31 marzo 2020 o ii) conseguito nel 2018 un reddito non superiore a 35.000 euro o iii) nel caso di un reddito complessivo 2018 compreso tra 35.000 e 50.000, subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. Le domande per l’indennità dovranno essere presentate, dal 1° aprile 2020, all’ente previdenziale cui si è iscritti, utilizzando lo schema che sarà predisposto da ciascuna Cassa.

Destinatari dell’indennità sono anche i lavoratori dipendenti a tempo determinato il cui contratto scade in questo periodo, ove siano esclusi da qualunque altra forma di tutela.

 

Congedi COVID-19 o bonus baby-sitting

Dal 1° aprile i dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi anche non iscritti all’INPS (e quindi anche gli iscritti alle Casse professionali) possono presentare a domanda per chiedere i “Congedi COVID-19” per un periodo continuativo o frazionato, comunque non superiore a 15 giorni complessivi, a partire dal 5 marzo 2020, per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=53541).

La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad uno solo dei genitori per nucleo familiare per i figli di età non superiore ai 12 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito previsti in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore (circ. INPS 25.3.2020, n. 45 e mess. 30.3.2020, n. 1416).

In alternativa, è possibile ottenere il bonus massimo di 600 euro da utilizzare per prestazioni di bay-sitting (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=53528) tenendo conto che il lavoratore deve comunque procurarsi anche la seconda parte del PIN per la registrazione sulla piattaforma Libretto di Famiglia (circolare INPS 24.3.2020, n. 44).  

 

Sospensione dei mutui per l'acquisto della prima casa

Il MEF ha pubblicato il modello per richiedere il beneficio della sospensione fino a 18 mesi del pagamento delle rate relative al mutuo per la prima casa (http://www.mef.gov.it/inevidenza/Pubblicato-il-nuovo-modulo-per-accedere-al-Fondo-per-la-sospensione-dei-mutui-sulla-prima-casa/) da parte di lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni e lavoratori autonomi e professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

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